Archivio mensile:aprile 2008

Alla faccia degli iettatori

In molti avanzano l’ipotesi, o più spesso l’auspicio, che Berlusconi sia prossimo alla morte. Io ritengo più probabile uno scenario in cui Silvio si avvii verso una felice decadenza fisica. Si attraverserà una fase in cui sia alleati che avversari politici proveranno imbarazzo per le sue condizioni. Capiterà occasionalmente che rigurgiti su un sottosegretario o che sia costretto a non presentarsi per la foto di gruppo a un summit della UE per l’emissione improvvisa di essudato purulento dalle orecchie. Ma l’imbarazzo di chi gli sta intorno si trasformerà presto in tenerezza, i modi dei giornalisti si faranno delicati e non vi saranno contestatori del suo operato. Comprendere le sue parole diventerà sempre più difficile a causa della ridotta capacità di deglutizione e della finissima bava ai bordi delle labbra. Il suo vocabolario si ridurrà progressivamente fino a comprendere solo due termini: “toporagno” e “burrito”. L’elezione per la Presidenza della Repubblica nel 2013 lo vedrà trionfare alla prima votazione. La satira non oserà attaccarlo e gli italiani lo ameranno sinceramente, anche chi non l’ha mai votato si immedesimerà nella sua gioia di vivere e coglierà con speranza i suoi appelli al burrito e le esortazioni ai toporagni. Nel 2015 la necrosi delle orecchie diventerà palese, si deciderà allora per un un restyling completo. Dopo la perplessità iniziale gli italiani accetteranno di buon grado il nuovo aspetto del Presidente, in tutto simile al Capitano Merrill Stubing di Love Boat tranne per la capigliatura ispirata ad Alberto Camerini. Nel 2020 la rielezione al Quirinale verrà festeggiata nelle piazze di tutta Italia e lui commenterà commosso con solo due parole “Burrito, burrito”.

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Si comincia

Berlusconi: “Non posso negare ciò che penso e cioè che le elezioni del 2006 non sono state regolari. Lo prova anche il risultato che abbiamo ottenuto oggi”

Non so se ce la faccio.

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Due parole sulle previsioni elettorali

Gli scenari che avevo delineato per Camera e Senato si sono rivelati molto lontani dalla realtà. Enormi sono stati gli errori per La Sinistra, L’Arcobaleno e Lega Nord.

La tabella sopra mostra la differenza tra la previsione e il dato reale per la Camera. Si può vedere che ho toppato di quasi otto punti percentuali il distacco tra le due maggiori coalizioni. Tra le assunzioni che avevo posto per costruire la simulazione vi era la spaccatura dell’elettorato in due blocchi contrapposti sostanzialmente impermeabili. L’assunzione è venuta meno clamorosamente in questa elezione: nonostante ci siano state due milioni in meno di schede valide rispetto alla votazione 2006 il numero dei voti di PdL+MpA+Lega è salito di circa un milione rispetto a FI+AN+Lega+(DC-NuovoPSI)+AS. Se inoltre si considera che l’UDC ha perso mezzo milione di voti e La Destra ne ha ha presi circa novecentomila si capisce di quanto il baricentro dell’elettorato si sia spostato a destra.

Per il Senato, oltre alla sovrastima de La Sinistra, L’Arcobaleno, ho attribuito erroneamente il premio di maggioranza nelle regioni Liguria, Abruzzo e Calabria.

Insomma bisogna ammettere che quei simpaticoni di The Right Nation conoscono l’elettorato italiano meglio di me.

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Sotto shock

El mundo: “Qualunque altro Paese sviluppato sarebbe sotto shock davanti alla prospettiva di veder salire al potere per la terza volta non consecutiva in due decenni lo stesso uomo“.

Ma io SONO sotto shock, porco Ziegler, perché altrimenti mi appresterei a votare per la Binetti? Che Dio mi perdoni.

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Scenario elettorale Senato

La tabella illustra lo scenario che ritengo più probabile per le elezioni del Senato. È stata ottenuta dall’analisi del voto del 2006, dai sondaggi recenti e da alcune considerazioni arbitrarie. Ovviamente non vi è alcuna pretesa di scientificità, al massimo si mira alla plausibilità.

Tra gli eletti manca un senatore nella circoscrizione estera perché una colonna dedicata a Pallaro non ci stava.

Se si escludono i sette senatori a vita, la maggioranza assoluta al Senato è di 158 senatori. Quindi secondo lo scenario PdL+Lega non riuscirebbero a governare autonomamente.

Dalla simulazione che ho condotto le incertezze decisive dell’elezione sarebbero:

  • Premio di maggioranza nelle regioni: Liguria, Lazio, Abruzzo, Calabria e Sardegna
  • Superamento del quorum dell’8% per La Sinistra L’Arcobaleno in Lombardia

PdL+Lega riusciranno a ottenere la maggioranza assoluta se si verificherà uno dei seguenti scenari:

  • Vittoria in Lazio, Abruzzo e Liguria
  • Vittoria in Lazio, Sardegna e Calabria
  • Vittoria in Lazio, Liguria e Calabria
  • Vittoria in Lazio, Liguria e Sardegna
  • Vittoria in Lazio, Abruzzo e Calabria
  • Vittoria in Liguria, Abruzzo, Calabria e Sardegna e Sinistra Arcobaleno non raggiunge il quorum in Lombardia
  • Vittoria in Lazio e Liguria e Sinistra Arcobaleno non raggiunge il quorum in Lombardia
  • Vittoria in Lazio e Calabria e Sinistra Arcobaleno non raggiunge il quorum in Lombardia

Queste sono le condizioni minime per raggiungere la maggioranza assoluta, per ottenere una maggioranza più solida sarà necessario soddisfare requisiti più esigenti. La trattazione ovviamente non è esatta, si concentra su un sottoinsieme, che si ritiene il più probabile, di tutte le eventualità. Per esempio il caso della Lombardia non si riduce a SA supera il quorum/SA non supera il quorum, ma è un po’ più articolato. La tabella seguente illustra i quattro scenari più significativi per questa regione

Nell’elenco delle condizioni minime affinché PdL+Lega ottengano la maggioranza ho preso in considerazione solo l’alternativa tra gli scenari 1/a e 2/a. Tenendo conto di tutti gli scenari si vede che i senatori per PdL+Lega oscillano tra 26 e 30 rendendo il voto in Lombardia uno dei più decisivi, forse il più decisivo dopo quello nel Lazio, per determinare la maggioranza al Senato.

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Cosa stiamo andando?

Tra i test politico elettorali in circolazione il migliore credo sia Voisietequi, anche se non esente da ambiguità. Quello più irritante mi è sembrato il test de La Stampa, che impone risposte a scelta multipla spesso egualmente inaccettabili.

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Scenario elettorale Camera/3

Scenario elettorale Camera 3 Terzo e ultimo scenario della distribuzione dei voti per la Camera, comprendente solo le circoscrizioni che contribuiscono alla determinazione del premio di maggioranza. Quindi tutte le regioni italiane, tranne la Valle d’Aosta.

Lo scenario prevede che i voti validi siano di poco superiori ai 36 milioni. Come si può vedere dalla tabella, il premio di maggioranza si assume che verrà attribuito alla coalizione di destra, con un vantaggio di 1,5% sulla coalizione di Veltroni. Il primo partito, per pochissimi voti, sarà il PD. Berlusconi dovrà quindi ringraziare la Lega per la vittoria.

Grandi incognite dell’elezione sono le prestazioni di La Sinistra, L’Arcobaleno e di UDC. Nel caso tra gli elettori di sinistra dovesse prevalere in extremis l’antiberlusconismo, alla Camera i voti di SA potrebbero confluire su PD e forse soprattutto su IdV contribuendo al verificarsi di un risultato inaspettato. Se al tempo stesso l’UDC riuscisse a tenere gli elettori del 2006, magari grazie al lavoro sotterraneo degli stati paralleli, allora tutto tornerebbe in gioco. Credo che questo accadrà, ma non in misura sufficiente da ribaltare il risultato atteso.

C’è poi il fattore Willer Bordon, elemento chiave di questa elezione. L’Unione Democratica dei Consumatori succhierà consensi al PD contribuendo alla conquista berlusconiana della Camera. Presentandosi a queste elezioni Willer e la sua UDC esercitano un elementare diritto di libertà, che dunque i militanti del PD non si abbandonino a un deprecabile bullismo nel post-elezioni.

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Appello/1

Già da diversi anni il CENSIS fornisce allarmanti fotografie della situazione italiana, il paese appare imbolsito e incapace di reggere la competizione con le potenze economiche emergenti. Da più parti si lanciano appelli a quello che si è riconosciuto come il maggiore responsabile del declino italiano, affinché ne prenda atto e si dimetta. Anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo unirci a queste voci illuminate e gridare a gran voce: Gigi D’Alessio dimettiti!!

Firma l’appello!

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La svolta anticlericale del PD

A molti non sarà sfuggito che buona parte della rappresentativa teodem nel PD è stata spostata dal Senato alla Camera, i senatori Bobba e Binetti saranno deputati. A causa del premio di maggioranza a livello nazionale, alla Camera non è possibile che ci sia un risultato incerto, chi vince si prende un’ampia maggioranza di seggi. Quindi un piccolo gruppo di deputati non ha potere ricattatorio alla Camera. Lo spostamento dei teodem dal Senato alla Camera può essere interpretato come la volontà di mettere ai margini le componenti del PD più vicine al Vaticano impedendo che abbiano un ruolo nei delicati equilibri che si avranno presumibilmente al Senato.

Questa mossa del PD svela la sua vera natura anticlericale, tutto quello che potrebbe far pensare l’opposto è frutto di un’operazione di marketing per accattivarsi il voto cattolico. Una volta al potere i democratici metteranno in discussione il Concordato, elimineranno i privilegi fiscali della Chiesa, faranno leggi a tutela delle coppie di fatto, istituiranno il testamento biologico, renderanno più breve la via per il divorzio, legalizzeranno l’eroina per gli ultrasettantenni (avete mai pensato ai grandi risparmi per lo Stato se la maggioranza degli ultrasettantenni si facesse di eroina dalla mattina alla sera?), modificheranno la legge 194/78 in senso libertario, aboliranno la legge 40/04 e in materia di procreazione assistita approveranno una legge simile a quella olandese, verranno aboliti gli ostacoli alla ricerca scientifica in campo biotecnologico, Veltroni si dichiarerà transumanista. La CEI dopo un primo momento in cui cercherà di fare la voce grossa, dovrà rassegnarsi ad avere scarsa influenza sulle scelte politiche del paese in quanto gli esponenti di spicco del PD replicheranno con placida fermezza a ogni tentativo di ingerenza. Di fronte a una politica forte le altre istituzioni rinunceranno a svolgere un ruolo di supplenza, così la Chiesa, la magistratura, i sindacati, confindustria, fino alle singole corporazioni del cazzo rimarranno al loro posto e si occuperanno delle aree di loro competenza, con gaiezza. A questo punto Cristo tornerà sulla Terra e marcerà su Roma con un’armata di invincibili guidata da Padre Pio. Il Santo di Pietrelcheena lancerà sui sette colli zolfo e fiamme, sputerà bromo su Giovanna Melandri, decapiterà Gigi D’Alessio e staccherà a morsi le orecchie del cardinal Bertone. Nel vano tentativo di placare la furia divina inizieranno a fioccare i sacrifici umani, i primi ad essere immolati saranno PiGi Battista, Ernesto Galli Della Loggia e Angelo Panebianco. Il Signore si riterrà insultato da tali doni e intensificherà l’impeto devastatore inviando sulla Terra San Francesco d’Assisi armato di cannone agli ioni di argon con il quale affonderà Venezia, spianerà le Alpi e vaporizzerà l’ego di Luca Sofri. Intanto Giulio Andreotti sarà asceso al cielo a proclamare la resa incondizionata dell’Italia, ma giunto davanti ai SS. Pietro e Paolo, mentre starà per pronunciare le parole “sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me…” verrà sodomizzato da Santa Maria Goretti, con un dildo incandescente a forma di Giuliano Ferrara.

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