Paternalismi

“La pigrizia e la viltà sono le cause per cui tanta parte degli uomini, dopo che la natura li ha da lungo tempo affrancati dall’eterodirezione (naturaliter maiorennes), tuttavia rimangono volentieri minorenni per l’intera vita e per cui riesce tanto facile agli altri erigersi a loro tutori. È tanto comodo essere minorenni! Se ho un libro che pensa per me, un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che decide per me sulla dieta che mi conviene, ecc., io non ho più bisogno di darmi pensiero per me. Purché io sia in grado di pagare, non ho bisogno dì pensare: altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione.”

Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo?

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3 thoughts on “Paternalismi

  1. Marco ha detto:

    KAIROS CERCASI

    Gentile procellaria,

    con piacere inauguro una mia partecipazione al tuo blog, con un pensiero che sento vero ed anche rivoluzionario (!).

    Il “rimanere volentieri minorenni” avrà sicuramente valenze diverse se visto ed analizzato entro l’orizzonte di una singola vita esclusivamente fatta di materia e di cose tangibili e solide (al tatto ed alla vista) oppure come una possibile successione di vite materiali, in epoche sempre diverse entro esperienze materiali diverse. Oh, in questo secondo caso è evidente che il nostro io cosciente è essenzialmente spirituale, unico a non perire con il corpo, unico poi a rivestire sempre nuovi “ruoli teatrali” nello spettacolo multicolore della vita universale.

    Resta valida, per me, la domanda filosofica del “cosa è la rosa”? Cosa fa la rosa una rosa? Il gambo? Il profumo? Il colore? I petali? Che cosa? Oppure magari l’idea della rosa, il pensarla creativamente, un pensiero ancora infante che potrebbe procedere lungo la strada della creatività spirituale?

    Ecco allora, per chiudere il cerchio del pensiero e del ragionare, che la indolenza spirituale e di volontà di un grande numero di esseri umani potrebbe trovare una sua ragione d’essere in un orizzonte più ampio, allargato, che possa comprendere possibilità di “risveglio” (stile matrix, pasticca rossa, dal teatrino ingannevole intorno a noi) ripetute nel tempo, anche se ogni volta nuove e mai uguali alle precedenti.

    In questo orizzonte allargato io comprendo il rompicapo delle diverse difficoltà di partenza (alla nascita) delle diverse individualità umane, arrivo financo ad accettare quei casi terribili di malattie altrimenti non spiegabili razionalmente con una unica esperienza di vita. Che tirchieria sarebbe!

    Il rimanere minorenni ed adolescenti dello sviluppo umano individuale non sarà allora privo di effetti “collegati”, quali ad esempio un malessere sempre maggiore nella coscienza o una depressione profonda e sempre più vasta.

    Prima o dopo, potrei azzardare al nostro “giusto momento individuale” (gli antichi greci lo chiamavano “kairos” in contrapposizione al “kronos” di comune comprensione, uguale invece per tutti) vedremo una luce che ci darà consapevolezza di noi, del tempo perduto e delle occasioni mancate.

    Ma arrivato il kairos sapremo anche che il “tempo giusto” per il risveglio dal sonno sarà giunto, e non sarà rinviabile altrimenti.

    Checchè ne possa scrivere Kant.

    Ciao. Buona giornata.

    Marco

  2. procellaria ha detto:

    Ciao Marco, grazie per il commento. È una visione affascinate, in quest’ottica il “torpore intellettivo” in cui sceglie di adagiarsi parte dell’umanità non sarebbe neppure una cosa tanto negativa, ma solo una sorta di stagione, un letargo che precede la primavera. Come se l’umanità fosse un organismo (come Gaia!) in cui solo parti di esso sono attive allo stesso tempo. È quasi consolatorio. Solo che questa “parte dormiente” in qualche modo fa da zavorra al resto dell’organismo, lo rende disabile.

  3. Marco ha detto:

    OSTACOLI COME ATTREZZI GINNICI

    Si, concordo in pieno con te, vista da questo punto di vista tutta l’umanità, l’intero genere umano è niente altro che un unico grande organismo, nel quale come un tutt’uno si soffre e si gioisce per la malattia o l’intorpidimento anche di una sola piccola sua parte od organo (mi vengono in mente per esempio le aree geografiche poverissime dove si muore regolarmente di fame e di spossatezza come l’Africa, i paesi poverissimi dell’estremo oriente ed anche tutti gli altri paesi più o meno evoluti dal punto di vista materiale ma dove vengono regolarmente non rispettati i diritti umani o i diritti della donna, con tutti i loro ammazzamenti, omicidi privati e di Stato, condanne di morte, torture, lapidazioni e sfregiamenti del volto con acidi).

    Si, è vero, si andrà avanti tutti insieme, con i primi che fanno da apripista e gli ultimi che fanno da zavorra. Il “male” stesso, in sé stesso, è una zavorra. Ma io ti chiedo (e chiedo a tutti gli altri lettori del tuo blog): potrebbe essere altrimenti in questo mondo del pianeta Terra (o Gaia, altro bel nome) senza la parte meno luminosa o con la mancanza del bene (infatti anche per me il male altro non è se non l’omissione del bene, la mancanza del bene) che ci fa rendere conto sempre di più cosa è giusto e cosa invece va contro corrente?

    Come potremmo fare a renderci conto del nostro avanzare o arretrare se non ci fosse questa serie interminabile di ostacoli e di zavorre intorno a noi, tutti i giorni?

    Per l’atleta sono necessari per la sua preparazione atletica gli strumenti ginnici, i pesi, tutti i congegni creati dalla natura oppure dall’essere umano per avere una “contro-forza” allo sviluppo muscolare ed atletico. Nello stesso modo per la corretta e completa evoluzione umana ecco che gli strumenti necessari a tale avanzamento sono stati posti con grande generosità (!!) intorno a noi. Non abbiamo davvero di che lamentarci, specialmente qui in Italia, il nostro belpaese.

    Certo che una volta conosciuto il “trucco” dovremmo smettere di omettere, si dice che il perseverare nell’errore è diabolico!

    Ciao e buona domenica a te e tutti.

    Marco

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