Archivio mensile:novembre 2011

Nota sulla banalizzazione della sessualità

Questo segnale non promette nulla di buono. Monti non fa in tempo ad insediarsi e subito corre a succhiare l’uccello a Ratzinger. Capisco che solleticare il pene del Papa sia tra i compiti istituzionali del presidente del consiglio italiano, però tutta questa fretta mi va a sminuire l’atto sessuale, lo banalizza. Monti, contieniti un attimo, avrai il tempo di consumare come gli altri prima di te.

La vecchia

Sto sull’autobus e guardo dal finestrino. I posti sono quasi tutti liberi, nonostante ciò uno studente con il pizzetto se ne sta in piedi aggrappato a una sbarra verticale di acciaio. Credo di odiarlo e per la noia mi immagino come potrei ucciderlo. Una donna di colore grassa e dalle mammelle enormi siede pacifica con il figlio di 3 o 4 anni di fronte a me.
L’autobus si ferma e sale una vecchia. Subito, con uno scatto che non ci si aspetterebbe da una donna di oltre settanta anni, si avvicina allo studente. Pone le labbra in prossimità delle sue guance, gli alita sulla bocca e sul naso, poi lo prende violentemente al collo e lo slinguazza. Lo studente è impietrito e la vecchia va avanti per un minuto buono con un movimento vigoroso della lingua ben visibile dall’esterno. Alla fine la vecchia sembra disgustata, scaraventa il giovane su un sedile e passa oltre. Esamina la donna grassa di colore, le infila una mano nella scollatura, ne soppesa le mammelle e le strizza fino a farle male, poi sputa sul figlio. Lo sputo è giallo e grumoso, il bimbo ne esamina la composizione con curiosità. Si avvicina a me, mi scruta il pacco e mi manipola i testicoli. Mentre penso che questa è una violazione della mia persona ed è quindi un comportamento inaccettabile, che la libertà della vecchia di soppesare i testicoli altrui deve essere condizionata al consenso dei proprietari dei testicoli, mentre cerco di articolare il mio pensiero per farlo presente alla vecchia, lei ha già infilato il suo ombrellino pieghevole nel mio ano e si appresta ad aprirlo. Esita, rimugina, ma poi lo apre. La vecchia si allontana da me e si sfila completamente i vestiti, mostra un fisico asciutto, i piccoli seni sono avvizziti e rugosi, ma il culo e le gambe sono meno ripugnanti di quanto mi immaginavo mentre sliguazzava lo studente. Ora si mette in un angolo e defeca. Le dimensioni dello stronzo prodotto dalla vecchia sono sorprendenti. Prende la borsetta e ne estrae un guanto, di quelli che si usano nei supermercati per selezionare e imbustare le verdure. Con la mano guantata la vecchia prende lo stronzone e lo mostra ai passeggeri, poi lo spalma sul viso del bambino. La madre mostra un’espressione di disappunto, quasi di dissenso, ma non dice niente. L’autobus si ferma e sale un cieco con il cane guida. La vecchia e il cane si lanciano uno sguardo d’intesa e subito si avvinghiano. Il cane la monta da dietro e la vecchia geme. L’intesa sessuale tra i due pare perfetta. Il cieco è disorientato, il cane non risponde ai suoi comandi perché impegnato a leccare i capezzoli della vecchia. Ora è la vecchia che lecca il pene del cane che poi le viene nei capelli. L’aria sull’autobus si è fatta un po’ pesante, il bambino ricoperto di merda ne è la causa principale e infatti è visto con disprezzo dai passeggeri. Si vota per buttare il bambino dal finestrino. Il conducente, la madre e la vecchia sono a favore, io e il cane ci asteniamo, mentre lo studente, il bambino e il cieco votano contro. La mozione non raggiunge il quorum, il bambino rimane ed esulta facendo il dito medio alla madre, che incassa in silenzio. La vecchia accusa il colpo per la sconfitta politica e forse per sopperire allo smacco orina in testa al bambino, che ora puzza ancora di più. Viene richiesta una nuova votazione, date le mutate condizioni del bimbo. Questa volta il cane passa tra i favorevoli, io e il cieco ci asteniamo, mentre il bambino e lo studente sono sempre contrari. Non viene ancora raggiunto il quorum. Il bambino è su di giri per la nuova vittoria, corre su e giù per l’autobus gridando frasi incomprensibili. Mi pento della mia astensione e mi riprometto che voterò a favore dell’espulsione in caso di una nuova votazione. Anche il cieco deve essere del medesimo avviso perché, infastidito dal bambino, lo prende a calci in faccia. La mira del cieco non è buona, ma sufficiente per far sanguinare dal naso l’ormai irriconoscibile marmocchio.