Letterina a CL

Gentili ciellini,

sabato scorso, presso il supermercato Coop di via di Gello a Pisa, mi
è stato chiesto da vostri attivisti di donare del cibo. Uscito dal
supermercato ho ingenuamente donato una confezione di farfalle Barilla
da 500g del valore di circa 0.70 euro. Purtroppo non ero a conoscenza
del fatto che a promuovere la colletta alimentare fosse Comunione e
Liberazione. L’idea di aver fatto una donazione a Comunione e
Liberazione mi fa star male, vorrei quindi gentilmente chiedervi come
potrei fare per riprendermi le farfalle Barilla che avevo comprato. Vi
potrà sembrare una richiesta bizzarra dato il poco valore delle
 farfalle Barilla, ma, come ben sapete voi cattolici, le farfalle perdute
hanno un valore ben superiore a quello delle farfalle rimaste nella
dispensa.

In attesa di una vostra risposta vi porgo i miei cordiali saluti,

Lettera firmata

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One thought on “Letterina a CL

  1. roberto ha detto:

    Quando ero ragazzo lessi “la seduzione dello spirito – Uso ed abuso della religione popolare”.
    Fu il libro “fulmine” della mia esistenza. Mi colpì moltissimo questo “erlebnis” . L’autore parlava della sua infazia e giovinezza passata nella cittadina di Malvern,PA. Vi erano circa 2000 residenti, ma luoghi di culto per ben 8 religioni diverse. A parte il fatto che c’era qualcuno che non praticava alcun culto, la domenica vi erano delle famiglie che salivano in auto ed andavano a celebrare il loro culto nel paese vicino.
    Da allora iniziò ad affascinarmi la convivenza “costruttiva” di tante forme di religiosità diverse e mi commuove letteralmete l’umanità di islamici, ebrei, unitariani… valorizzata dalla loro religione (ovviamente per religione non intendo il cemento ideologico-etnico che fomenta pregiudizi, ma il tentativo sublime dell’uomo di trovare risposte ragionevoli e belle alle domande profonde!)
    Quindi il fatto di aver collaborato con gente che professa una “religione” diversa Le ha fruttato molto di più dei 70 centesimi!
    Anch’io ho fatto la spesa per il banco alimentare quel giorno. Pochi giorni prima mi avevano sostanzialmente licenziato e sempre in quei giorni l’ arpia fornero mi ha tolto la possibilità di una pensione a breve. Eppure ho “dato” e nel giro di poco ho trovato un’attività, seppur precaria, che per ora mi permette di tirare avanti.
    Non credo assolutamente nella superstizione del do-ut-des, ma penso che la capacità di uscire dai propri schemi, di valorizzare gli altri, di avere uno sguardo positivo su tutti, aiuti anche psicologicamente a superare i problemi!

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