Archivio mensile:marzo 2015

Imperial Stout

Stavo di fronte al reparto delle birre in un supermercato genovese, borbottando tra me a causa della scarsa selezione proposta, mi stavo quasi convincendo che anche ricontrollando lo scaffale più e più volte non sarebbe mai apparsa una bottiglia di Saison Dupont, quando tra capo e collo arriva la mazzata. L’attacco arriva dall’alto, è la radio e parla di Jovanotti. Mi maledico per aver lasciato a casa le cuffie 3M Peltor X5A. Cerco di tapparmi le orecchie con le mani e produco una cantilena fatta di bestemmie e versi animali nel disperato tentativo di coprire il segnale. Nonostante i miei sforzi, la voce della radio raggiunge le mie orecchie: è la pubblicità di un nuovo disco. Aumento il volume della mia cantilena, ma ormai è tutto inutile, perché immagini del 1989 di un ipertrofico bambino ritardato che si agita sul palco di Sanremo hanno invaso la mia mente; mi gira la testa e mi piscio addosso, infine mi accascio a terra tremante. Un inserviente mi viene in soccorso e urla “cazzo, spegnete quella radio, è già il terzo oggi che si piscia addosso!!”, tenta di sollevarmi, ma vengo colta da un brivido perché il suo volto si trasfigura in quello di Claudio Cecchetto. Sono nel panico più completo, scalcio, urlo, mi accorgo di non avere semplicemente urinato, ma che dalla mia vagina continua a fluire una schiuma marrone, il cui odore soffocante di nocciola e liquirizia spaventa Claudio Cecchetto, che si allontana con le mani alla bocca. Mi calmo un po’, anche perché la radio ha smesso di torturarmi e assaggio la mia schiuma marrone. L’aroma è pulito; sentori di orzo tostato, liquirizia, caffè e cioccolato prevalgono su un sottofondo di tabacco, frutti di bosco e pane nero. In bocca è morbida, poco carbonata, cremosa e dal corpo medio. Il gusto è complesso: si parte da un imbocco di cioccolato amaro, seguito da un passaggio dolce di frutta sotto spirito, caldo, sensuale, e da un ritorno all’amaro del cioccolato stemperato da una leggera acidità che introduce un sontuoso finale di resina e uva sultanina. L’alcol è ben nascosto ed esalta il lungo retrogusto morbido senza compromettere la bevibilità. Finalmente i lieviti che ho fatto arrivare dall’Inghilterra hanno prodotto un’ottima imperial stout. Fortuna vuole che continui a sgorgare, perché ho proprio bisogno di una buona bevuta.

Pecora (granellata)

“Mangia interiora crude di pecora: reni, fegato, polmoni, cuore. Aspetta un’ora circa e vomita. Raccogli il vomito in una capiente scodella metallica e passalo con il minipimer per frammentare i residui più grossolani non digeriti. Trasferisci il vomito in stampi per cubetti di ghiaccio e metti in freezer. Aspetta che arrivi l’estate, estrai i cubetti di vomito congelato dal freezer e grattugiali sopra tuo marito, narcotizzato con una miscela di benzodiazepine e ketamina, disteso nudo in una radura erbosa. Rimani a distanza in modo che gli insetti saprofagi possano avvicinarsi per nutrirsi delle interiora di pecora vomitata decongelata depositata su tuo marito narcotizzato.”
“Padre, non capisco.”
“Lasciami finire, troia.”
“Mi scusi.”
“E’ importante che la granella di vomito congelato sia dispersa su tutto il corpo di tuo marito. Riprendi con una videocamera di buona qualità lo scioglimento del vomito e il banchetto degli insetti. Quando l’effetto dei narcotici andrà svanendo avvicinati a tuo marito, scaccia gli insetti, umetta le sue labbra con acqua fresca, lava e disinfetta il suo corpo. Togliti i vestiti e fate l’amore. Riprendi anche questo con la videocamera. Poi portami il video. Hai capito?”
“Sì, ho capito. Anzi no. Non capisco come questo possa sistemare le cose tra me e mio marito.”
“Tu portami il video e vedrai che tutto si sistema. E ricordati di non spaventare gli insetti mentre mangiano.”
“Non spaventare gli insetti. Ok.”
“C’è altro?”
“No.”
“Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen.”