Archivi categoria: parole altrui

Tortured data will confess to anything.

Fredric M. Menger (1937), Candler Professor of Chemistry, Emory University

“Se sapessi con sicurezza che un uomo sta venendo da me per farmi del bene, correrei a mettermi in salvo, come fuggirei il vento secco e ardente che soffia nei deserti africani, il simun, che vi riempie di polvere bocca, naso e occhi fino a farvi soffocare, per paura di dover ricevere un po’ del bene che quello mi facesse – e che il suo virus si mescolasse al mio sangue. No! in questo caso preferirei soffrire il male nei modi comuni.”

Henry David Thoreau, Walden, ovvero La vita nei boschi

Vendola

“Vendola. Ecco, chi ha pensato anche solo per un secondo che Vendola possa battere Berlusconi dovrebbe mettere la testa nel cesso, tirare l’acqua, rimetterla nel cesso, ritirare l’acqua ad libitum fino a che non vede “i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannheuser” (cit.).”

Anskij

Brutture

Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale…

Harold e Moude, 1971

Paternalismi

“La pigrizia e la viltà sono le cause per cui tanta parte degli uomini, dopo che la natura li ha da lungo tempo affrancati dall’eterodirezione (naturaliter maiorennes), tuttavia rimangono volentieri minorenni per l’intera vita e per cui riesce tanto facile agli altri erigersi a loro tutori. È tanto comodo essere minorenni! Se ho un libro che pensa per me, un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che decide per me sulla dieta che mi conviene, ecc., io non ho più bisogno di darmi pensiero per me. Purché io sia in grado di pagare, non ho bisogno dì pensare: altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione.”

Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo?

Mia dolce puttanella

Mia dolce puttanella, Nora, ho fatto come mi hai detto, cara mia piccola sporcacciona. […]
Le parti del tuo corpo che fanno sconcezze sono quelle che mi piacciono di più, ma preferisco il sedere, amore, alle poppe, perché fa una cosa così sporca. […]
Io penso, Nora, che riconoscerei dovunque le tue scoregge. Scommetto le riconoscerei perfino in una stanza piena di donne che scoreggiano. Fanno un rumore da ragazza, non come certe mogli ciccione che immagino scoreggino umido e ventoso. Le tue sono improvvise, secche e sporche come le farebbe una ragazza spiritosa, per gioco, di notte, in dormitorio. Spero proprio che la mia Nora voglia farmele sul viso, sì che io possa anche odorarle. […]
Buona notte, piccola Nora scoreggiante.

James Joyce

Placebo

“La religione non è l’oppio dei popoli, la religione è il placebo dei popoli.”

Dr. House, 05×15

Defender

“Saremo sempre difensori della scienza nella sua legittima aspirazione a indagare l’immenso mistero del creato”. Lo scrive monsignor Rino Fisichella, su L’Osservatore Romano di venerdì 20 febbraio.
“Saremo sempre” non è “saremo come sempre”, certo, ma vuole somigliarci: la frase è di quelle col retrogusto di truffa. Tutto l’articolo è così: Sua Eccellenza cerca di prenderci per il culo, sì, ma con garbo.

“Debellare la malattia e il dolore non sono contrari alla fede cristiana”. Sarà, ma – chissà perché – la fede cristiana ha sempre tratto un detrimento dalle lotte per debellare malattie e dolori, e paure, e ingiustizie, e stenti: ha sempre cercato di impedirle, per quando e per quanto ha potuto, e il vaccino, il parto indolore, l’istruzione di massa, la democrazia – per dire le prime che mi vengono in mente – sono cose alle quali ha dovuto cedere.

Luigi Castaldi, Malvino

Scimmie

Una volta uno straniero arrivò in un villaggio e annunciò agli abitanti che avrebbe comprato scimmie per 10$ l’una.

Siccome i boschi erano pieni di scimmie, gli uomini del villaggio iniziarono a catturarle senza troppi problemi. Ne vendettero migliaia allo straniero, prendendo 10$ per ciascuna, fino a quando le scimmie non iniziarono a scarseggiare e smisero di cercarle.

L’uomo allora annunciò che avrebbe pagato 20$ per ciascuna delle scimmie, offerta che fece riprendere la caccia.

Senonché la materia prima inizio di nuovo a scarseggiare e gli uomini del villaggio smisero di nuovo. A quel punto l’offerta aumentò a 25$ e la caccia continuò fino a quando non fu praticamente più possibile trovare scimmie in libertà.

L’offerta quindi arrivò a 50$ e l’uomo disse anche che avrebbe dovuto assentarsi per un po’ per affari, ma il suo assistente avrebbe continuato ad acquistare scimmie al suo posto.

Siccome non c’erano praticamente più scimmie, l’assistente propose un affare agli abitanti del villaggio: “Ci sono gabbie piene di migliaia di scimmie, io ve le vendo a 35$ così non appena il mio capo torna gliele potrete vendere a 50$”. Non c’è bisogno di dire che le scimmie andarono a ruba: tutti gli abitanti diedero fondo ai loro risparmi e comprarono l’intero stock di scimmie.

Dopo questo lo straniero ed il suo assistente sparirono e il villaggio rimase pieno di inutili scimmie.

Ecco, ora caro lettore, finalmente hai capito come funziona la borsa.

Traduzione italiana presa qui, versione inglese qui, originale ignoto.

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#1

“Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatesi in quell’immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto che era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c’era stato un inizio evidente…”(p.5)

“Sul pianerottolo del settimo Wilder si fermò e urinò sui gradini. In un certo modo fu sorpreso dalla vista dell’urina che gli scorreva fra i piedi. E, comunque, quella non era che la più lieve delle manifestazioni di rozzezza. Durante le risse e le battaglie notturne si rendeva conto di provare uno specifico piacere, senza alcun senso di colpa, nell’urinare dove gli pareva e nel defecare negli appartamenti abbandonati, senza curarsi dei rischi sanitari a cui esponeva se stesso e la sua famiglia. La notte precedente si era divertito a spintonare una donna che aveva protestato perché le aveva urinato sul pavimento del bagno.” (p.154)

“La vista dei pavimenti scopati di fresco e delle tende accuratamente tirate turbò Wilder. Gettò i cassetti sul pavimento, tolse i materassi dai letti e urinò nella vasca da bagno. La sua figura corpulenta, con i pantaloni aperti ad esibire i grossi genitali, lo fissava dagli specchi della camera da letto. Stava per spaccare il vetro, ma la vista del suo pene, un bastone bianco sospeso nel buio, lo calmò. Gli sarebbe piaciuto adornarlo in qualche modo, magari con un nastro per capelli legato a fiocco floreale.” (p.163)

“Laing attendeva che Alice tornasse a uno stato di semicoscienza. Badare alla sorella cominciava a richiedergli più energie di quelle che poteva mettere in campo. Se stava morendo non c’era molto che potesse fare per lei, a parte darle un estremo grammo di morfina e nascondere il corpo per impedire a Steele di mutilarlo. Uno dei passatempi preferiti del dentista era, infatti, vestire e acconciare i cadaveri per sistemarli in grotteschi tableau.” (p.191)

Il condominio, J.G.Ballard, 1975

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