L’intestino

In una via principale di WS City si può ammirare “L’intestino”. L’intestino riempie completamente una vetrina lunga otto metri e alta tre, non si riesce a capire dalla strada quanto sia profonda, ma è presumibile che si estenda per almeno due o tre metri verso l’interno dell’edificio che lo ospita. Attraverso il vetro si possono vedere le anse intestinali in movimento. Non è chiaro se questo organismo sia costituito unicamente da un intestino o se ci siano altri organi nascosti alla vista, è possibile che da qualche parte ci sia un cuore, dei polmoni, un fegato. E’ probabile che ci sia anche un sistema nervoso, perché la bocca dell’intestino sembra comportarsi in modo intelligente, in particolare mostra gratitudine ai passanti che gli offrono qualcosa da mangiare. Apparentemente l’intestino è in grado di metabolizzare qualsiasi cosa, per questa ragione i passanti ci introducono per lo più rifiuti, che però vengono ben accolti. La bocca è posta a un’estremità della vetrina, un foro circolare nel vetro permette all’estremità intestinale a cui la bocca è collegata di uscire verso la strada e raccogliere il cibo che le viene porto o quello che trova sul selciato. Non sappiamo se ci sia uno stomaco tra la bocca e l’intestino. All’estremità opposta un altro foro circolare permette l’uscita della parte terminale dell’intestino, una valvola anale che, a intervalli regolari, rilascia una sostanza cremosa commestibile. L’intestino sembra svolgere un triplice ruolo: 1. raccoglie avanzi e rifiuti dei passanti, contribuendo alla pulizia della strada 2. produce un alimento gratuito molto apprezzato dai turisti 3. offre uno spettacolo singolare al passante non abituato ad ammirare intestini giganti che vivono all’interno di una gabbia di vetro.

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Il brodino del Re

Nella cucina del Re, batterie di 16 scoiattoli erano collegati analmente con la pentola del brodino. Gli scoiattoli erano alimentati esclusivamente con semi di mais e ghiandole parotidee di cervo, una miscela perfezionata per ottenere i migliori flati aromatizzati. I gas prodotti dagli scoiattoli gorgogliavano nel brodino e gli conferivano il gusto tanto caro al Re.
Fuori dal palazzo reale, le proteste non cessavano. I manifestanti chiedevano la liberazione degli scoiattoli, schiavi dei capricci culinari del Re. Alcuni si spingevano al martirio, altri spingevano i propri figli al martirio, altri ancora spingevano i figli degli altri al maritiro, infine, c’eran quelli che spingevano al martirio chi spingeva i figli degli altri al martirio.

La marmotta di Meg Ryan

Durante le riprese di When Harry Met Sally… Meg Ryan aveva il pelo foltissimo. Lei ne era orgogliosa e se ne andava in giro in slip con sotto questa marmotta solo per vedere l’effetto che faceva, e faceva un grande effetto. Purtroppo non esiste documentazione fotografica, ne siamo certi perché la rivista Big Bush Women ha svolto una ricerca accurata e non ha trovato niente. Questo è il più grande rammarico della stessa Meg Ryan, che in un’intervista ha dichiarato “conservo i residui delle mie unghie dei piedi dall’adolescenza, li metto nei barattoli della marmellata. All’inizio non sapevo per quale motivo lo facessi, poi mi sono resa conto che avrei potuto usarli per comporre opere figurative. Ogni giorno faccio pratica nella composizione delle mie unghie e posso dire senza sentirmi presuntuosa di essere diventata una maestra. Tra sei anni avrò abbastanza unghie per comporre quella che sarà la mia opera più significativa, la riproduzione della mia marmotta, di quando ancora era rigogliosa e la esponevo con vanto durante le riprese di When Harry Met Sally… Se penso a quanto tutti noi siamo stati stupidi a non filmare o fotografare il mio pube. Mi viene da piangere. Ma con le unghie si può riparare all’errore, perché non è solo un modo di riprodurre un’immagine, con le unghie si può trasmettere anche l’odore carico, pesante, il tanfo di fontina che ti si imprime nella mente e all’inizio magari ti disgusta, ma poi lo vai a cercare ancora e ancora nella memoria e lo vuoi sentire di nuovo e ogni volta è un piacere più intenso. Non voglio essere ricordata come l’ex-fidanzatina d’America, vorrei solo che rimanesse l’immagine della mia pallottola ribelle fatta con le mie unghie dei piedi e che la gente dicesse “era Meg Ryan, aveva un pelo foltissimo e sapeva di fontina”.

Agostino, il bambino e il gas

Di Agostino d’Ippona si racconta la leggenda dell’incontro con un bambino che cercava di svuotare il mare con un secchiello. Quando il Santo gli fece notare che ciò era impossibile, il bambino avrebbe replicato che così come non era possibile svuotare il mare, allo stesso modo era impossibile che i misteri di Dio e della Trinità entrassero nella sua piccola testa di uomo. Quello che non sempre viene raccontato è come poi continuò la storia. Agostino fu così irritato dalla spocchia del bimbo che se lo mise sotto la tunica e rilasciò un peto fenomenale. Il bimbo spocchioso prima svenne e poi morì intossicato dal gas del filosofo. Prima di allora nessuno era riuscito a uccidere un bimbo con un solo peto, ma era stato necessario ricorrere almeno a 5 o 6 peti. Questo fatto fu ritenuto miracoloso e fu decisivo per conferire la santità ad Agostino. La reliquia del suo gas è tuttora conservata nel Santuario di S. Maria della Noce a Monguzzo (CO).

La ricetta per la felicità

Ingredienti:

  • 1 arancia
  • olio di oliva extravergine
  • 1 autobus a lunga percorrenza

Preparazione:

Cospargete l’arancia con l’olio d’oliva extravergine, fate attenzione che tutta la superficie sia ben ricoperta di olio. Infilate l’arancia su per per il vostro culo, con delicatezza. Quando l’arancia sarà penetrata interamente nel retto e l’ano si sarà richiuso completamente, salite sull’autobus a lunga percorrenza e adagiatevi su un comodo sedile. Sorridete ai passeggeri, anche quando il dolore addominale si farà più intenso. Mi raccomando, tenete serrato l’ano con tutte le vostre forze, nonostante tutto il vostro essere vi suggerisca il contrario. Non curatevi di chi vi deriderà per le curiose espressioni che si alterneranno sul vostro viso. Giunti a destinazione, potete scendere dall’autobus ed espellere l’arancia che custodivate gelosamente. Abbandonatevi senza ritegno a grida di giubilo mentre il benessere si diffonderà dall’ano a tutto il corpo. Come gesto di amicizia potete offrire qualche spicchio dell’arancia ai compagni di viaggio.

Per chi si accontenta di frammenti di felicità, sostituire l’arancia con un mandarino. Per chi è particolarmente triste, sostituire l’arancia con un pompelmo.

Ci sedemmo dalla parte del tonno

Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati.
Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano affusolati.
Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano contingenza.
Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano contingenza e vendemmia.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano vendemmia e disperazione.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano vendemmia.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano vendemmia.
Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano vendemmia.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano vendemmia.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano caprice des dieux.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano rigurgiti di fegati umani.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano fegati umani.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano acqua spruzzata di fegato di bambino.
Ci sedemmo dalla parte del tonto perché tutti gli altri posti erano fegato di bambino.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano ricoperti di larve di calabrone.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano ricoperti dei germi della discordia.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano germi della vendemmia.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano larve di vendemmia.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano umidità.
Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano umidità.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano umidità.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano gelatina di frutta.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano larve di vendemmia.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano figli di un dio minore.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano invidia e incesto.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano figli di un incesto minore.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano cibo per le allodole.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano grazia per le allodole.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano pace per le allodole.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano potere per le allodole.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano odore di Paco.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano unghie sporche di fegati umani.
Ci sedemmo dalla parte del nonno perché tutti gli altri posti erano unghie di Paco.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano amore canonico.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano amore cianotico.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano amore epistemico.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano figli delle allodole.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano approssimazione di Stirling.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano flatus vaginalis.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano il mugnaio.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano non locali.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano brutti.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano brutti brutti.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano brutti brutti brutti.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano cane.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano cane nero.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano cane nero in una notte buia senza luna.
Ci sedemmo dalla parte del tonno perché tutti gli altri posti erano lingua nera di un cane nero in una notte buia senza luna.

“Se sapessi con sicurezza che un uomo sta venendo da me per farmi del bene, correrei a mettermi in salvo, come fuggirei il vento secco e ardente che soffia nei deserti africani, il simun, che vi riempie di polvere bocca, naso e occhi fino a farvi soffocare, per paura di dover ricevere un po’ del bene che quello mi facesse – e che il suo virus si mescolasse al mio sangue. No! in questo caso preferirei soffrire il male nei modi comuni.”

Henry David Thoreau, Walden, ovvero La vita nei boschi

Il tasso

Il tasso […] è un animale notturno che può rimanere attivo, senza fare ritorno alla tana, durante tutta una notte. Nel periodo invernale non cade in letargo ma l’attività è notevolmente ridotta. In caso di forte abbassamento della temperatura o di condizioni atmosferiche particolarmente sfavorevoli, può trascorrere anche diverse settimane nella tana; a questo scopo in autunno gli animali portano erbe secche e muschi per imbottire i locali dove trascorrono le lunghe fasi di riposo invernale. Durante questi periodi il tasso utilizza il grasso accumulato durante la stagione favorevole.

http://it.wikipedia.org/wiki/Meles_meles 

Letterina a CL

Gentili ciellini,

sabato scorso, presso il supermercato Coop di via di Gello a Pisa, mi
è stato chiesto da vostri attivisti di donare del cibo. Uscito dal
supermercato ho ingenuamente donato una confezione di farfalle Barilla
da 500g del valore di circa 0.70 euro. Purtroppo non ero a conoscenza
del fatto che a promuovere la colletta alimentare fosse Comunione e
Liberazione. L’idea di aver fatto una donazione a Comunione e
Liberazione mi fa star male, vorrei quindi gentilmente chiedervi come
potrei fare per riprendermi le farfalle Barilla che avevo comprato. Vi
potrà sembrare una richiesta bizzarra dato il poco valore delle
 farfalle Barilla, ma, come ben sapete voi cattolici, le farfalle perdute
hanno un valore ben superiore a quello delle farfalle rimaste nella
dispensa.

In attesa di una vostra risposta vi porgo i miei cordiali saluti,

Lettera firmata

Nota sulla banalizzazione della sessualità

Questo segnale non promette nulla di buono. Monti non fa in tempo ad insediarsi e subito corre a succhiare l’uccello a Ratzinger. Capisco che solleticare il pene del Papa sia tra i compiti istituzionali del presidente del consiglio italiano, però tutta questa fretta mi va a sminuire l’atto sessuale, lo banalizza. Monti, contieniti un attimo, avrai il tempo di consumare come gli altri prima di te.